Cultura & Gossip
VENEZIA 83 - La Flotilla è arrivata al Lido, nuovo appello al Governo per il riconoscimento della Palestina: "Barbera sia il primo firmatario"
08.09.2026 15:08 di Napoli Magazine
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La Global Sumud Flotilla è arrivata ieri al Lido di Venezia con la bandiera palestinese, accolta a Riva di Corinto da Venice4Palestine, insieme a Morion Laboratorio Occupato, con il supporto di Isola Edipo e Artists for Palestine Italia. La bandiera è stata issata sull’imbarcazione in omaggio ai film palestinesi presenti quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia.

Nel corso dell’iniziativa, Venice4Palestine ha annunciato un nuovo appello al Governo italiano per il riconoscimento dello Stato di Palestina, raccogliendo la sollecitazione del direttore della Mostra Alberto Barbera, che nei giorni scorsi, rispondendo alla richiesta del collettivo di esporre la bandiera palestinese al Lido, aveva invitato a rivolgere la petizione al Governo italiano, “che finalmente si decida a riconoscere la Palestina”.

V4P rilancia ora quella proposta e invita Barbera a essere il primo firmatario del nuovo appello, chiedendo alla Mostra e alle altre istituzioni culturali di farsi a loro volta portatrici presso il Governo italiano della richiesta di riconoscimento della Palestina come Stato.

Per il secondo anno presente alla Mostra, Venice4Palestine continua così la propria mobilitazione dopo l’appello sottoscritto da oltre mille personalità del cinema e della cultura, ribadendo la richiesta alle istituzioni culturali di tradurre le prese di posizione sulla Palestina in azioni concrete.

Quando cittadini comuni sono pronti ad assumersi delle responsabilità in difesa dei principi umanitari e del diritto internazionale, che cosa sono disposti a fare gli Stati per difenderli e farli rispettare?” 

Con queste parole l’ambasciatrice palestinese in Italia Mona Abuamara ha salutato l’arrivo dell’imbarcazione della Global Sumud Flotilla al Lido. I singoli individui si espongono con simboli e bandiere della Palestina, con prese di posizione, scelte e gesti personali, mettendosi anche a rischio. La Global Sumud Flotilla ha dimostrato che i corpi possono rompere il muro di indifferenza e scardinare le dinamiche di normalizzazione. V4P nel suo appello sostenuto da oltre un migliaio di firme chiedeva che venisse issata la bandiera della Palestina insieme a tutte quelle che rappresentavano i film in selezione. Richiesta negata dalla Mostra. Ma la bandiera della Palestina ieri al Lido è arrivata comunque. 

Ma, come ci ha ricordato ieri il regista e produttore palestinese Rashid Masharawi, issare la bandiera, per quanto importante - perché rappresenta non solo un elemento geopolitico ma un popolo, la sua identità, le sue legittime aspirazioni - non basta più: è venuto il momento di un’azione collettiva che persegua risultati concreti.

Il direttore della mostra, Alberto Barbera, ci ha risposto, in merito alla bandiera, che “bisognerebbe che la petizione fosse rivolta al governo italiano, che finalmente si decida - è uno dei pochi governi che non ha ancora riconosciuto la Palestina.” Ringraziamo Barbera per aver compiuto quel gesto chiaro e concreto che chiediamo da un anno a questa parte e aver preso finalmente una posizione netta, dicendo chiaramente le cose come stanno. Perché la questione sta tutta qui. E lo dice anche l’ambasciatrice palestinese. Lo dice gran parte della società civile. È ora che anche l’Italia riconosca lo stato di Palestina. 

E allora recepiamo il suo invito e ci facciamo carico di preparare una petizione formale insieme a tutte le forze che vorranno partecipare, chiedendo alla Mostra e alle altre istituzioni culturali ci sostengano nel chiedere al governo italiano di riconoscere la Palestina come Stato. 

Oggi alla Casa degli Autori alle 17.30 nel panel EPPURE GAZA BRUCIA ANCORA(a cosa serve vedere se poi non si agisce?) esploreremo gli strumenti politici e legali necessari per non rendersi complici, anche inconsapevoli, della normalizzazione del genocidio in quanto artist?

Allo stesso modo, in quanto parte della società civile, è necessario chiedere al governo italiano di compiere il primo passo necessario per non essere più complici di crimini contro l’umanità: riconoscere lo stato di Palestina. 

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VENEZIA 83 - La Flotilla è arrivata al Lido, nuovo appello al Governo per il riconoscimento della Palestina: "Barbera sia il primo firmatario"

di Napoli Magazine

08/09/2026 - 15:08

La Global Sumud Flotilla è arrivata ieri al Lido di Venezia con la bandiera palestinese, accolta a Riva di Corinto da Venice4Palestine, insieme a Morion Laboratorio Occupato, con il supporto di Isola Edipo e Artists for Palestine Italia. La bandiera è stata issata sull’imbarcazione in omaggio ai film palestinesi presenti quest’anno alla Mostra del Cinema di Venezia.

Nel corso dell’iniziativa, Venice4Palestine ha annunciato un nuovo appello al Governo italiano per il riconoscimento dello Stato di Palestina, raccogliendo la sollecitazione del direttore della Mostra Alberto Barbera, che nei giorni scorsi, rispondendo alla richiesta del collettivo di esporre la bandiera palestinese al Lido, aveva invitato a rivolgere la petizione al Governo italiano, “che finalmente si decida a riconoscere la Palestina”.

V4P rilancia ora quella proposta e invita Barbera a essere il primo firmatario del nuovo appello, chiedendo alla Mostra e alle altre istituzioni culturali di farsi a loro volta portatrici presso il Governo italiano della richiesta di riconoscimento della Palestina come Stato.

Per il secondo anno presente alla Mostra, Venice4Palestine continua così la propria mobilitazione dopo l’appello sottoscritto da oltre mille personalità del cinema e della cultura, ribadendo la richiesta alle istituzioni culturali di tradurre le prese di posizione sulla Palestina in azioni concrete.

Quando cittadini comuni sono pronti ad assumersi delle responsabilità in difesa dei principi umanitari e del diritto internazionale, che cosa sono disposti a fare gli Stati per difenderli e farli rispettare?” 

Con queste parole l’ambasciatrice palestinese in Italia Mona Abuamara ha salutato l’arrivo dell’imbarcazione della Global Sumud Flotilla al Lido. I singoli individui si espongono con simboli e bandiere della Palestina, con prese di posizione, scelte e gesti personali, mettendosi anche a rischio. La Global Sumud Flotilla ha dimostrato che i corpi possono rompere il muro di indifferenza e scardinare le dinamiche di normalizzazione. V4P nel suo appello sostenuto da oltre un migliaio di firme chiedeva che venisse issata la bandiera della Palestina insieme a tutte quelle che rappresentavano i film in selezione. Richiesta negata dalla Mostra. Ma la bandiera della Palestina ieri al Lido è arrivata comunque. 

Ma, come ci ha ricordato ieri il regista e produttore palestinese Rashid Masharawi, issare la bandiera, per quanto importante - perché rappresenta non solo un elemento geopolitico ma un popolo, la sua identità, le sue legittime aspirazioni - non basta più: è venuto il momento di un’azione collettiva che persegua risultati concreti.

Il direttore della mostra, Alberto Barbera, ci ha risposto, in merito alla bandiera, che “bisognerebbe che la petizione fosse rivolta al governo italiano, che finalmente si decida - è uno dei pochi governi che non ha ancora riconosciuto la Palestina.” Ringraziamo Barbera per aver compiuto quel gesto chiaro e concreto che chiediamo da un anno a questa parte e aver preso finalmente una posizione netta, dicendo chiaramente le cose come stanno. Perché la questione sta tutta qui. E lo dice anche l’ambasciatrice palestinese. Lo dice gran parte della società civile. È ora che anche l’Italia riconosca lo stato di Palestina. 

E allora recepiamo il suo invito e ci facciamo carico di preparare una petizione formale insieme a tutte le forze che vorranno partecipare, chiedendo alla Mostra e alle altre istituzioni culturali ci sostengano nel chiedere al governo italiano di riconoscere la Palestina come Stato. 

Oggi alla Casa degli Autori alle 17.30 nel panel EPPURE GAZA BRUCIA ANCORA(a cosa serve vedere se poi non si agisce?) esploreremo gli strumenti politici e legali necessari per non rendersi complici, anche inconsapevoli, della normalizzazione del genocidio in quanto artist?

Allo stesso modo, in quanto parte della società civile, è necessario chiedere al governo italiano di compiere il primo passo necessario per non essere più complici di crimini contro l’umanità: riconoscere lo stato di Palestina.