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ON AIR - Ceravolo: "Napoli, Conte ha fatto un lavoro straordinario, altre squadre sarebbero sprofondate, Lobotka e Anguissa? Sono fondamentali, non farei partire nessuno dei due, corsa Champions completamente riaperta"
07.05.2026 12:36 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Ceravolo, ex direttore sportivo di Napoli e Roma. Di seguito, un estratto dell’intervista.

In virtù della prossima stagione, cosa dovrebbe fare il Napoli sul mercato?

“Il Napoli ha già fatto un ottimo lavoro costruendo una rosa con almeno due giocatori per ruolo. Poi, però, ci sono stati tantissimi infortuni: sinceramente non ricordo una stagione con così tanti problemi fisici. Nonostante questo, il Napoli è secondo e Antonio Conte ha fatto un lavoro straordinario. In una situazione del genere tante squadre sarebbero sprofondate, invece lui è riuscito a tenere tutti sul pezzo e la squadra ha mantenuto continuità e competitività. La qualificazione in Champions League porterà introiti importanti e permetterà alla società di creare i presupposti per ulteriori investimenti sul mercato". 

Si parla molto del futuro della panchina del Napoli, perché Antonio Conte continua a restare piuttosto criptico. Secondo le notizie, le sensazioni e le informazioni che ha, il mister resterà a Napoli anche nella prossima stagione?

“Conosco bene il Napoli e conosco Antonio Conte. Antonio è uno dei migliori allenatori al mondo e vuole vincere sempre. Non è uno che vuole apparire: vuole competere e vincere. Se ci saranno i presupposti giusti, credo che possa continuare serenamente. Penso che, una volta ottenuta la certezza matematica della Champions League, ci sarà un confronto con il presidente De Laurentiis e da lì si capirà meglio il futuro. Sicuramente Conte avrà individuato anche alcuni settori della squadra da migliorare ulteriormente, nonostante l’organico sia già importante". 

Lei ha diretto sia la Roma sia la Juventus, entrambe coinvolte nella lotta per il quarto posto. Alla fine chi la spunterà?

“Dopo il pareggio della Juventus contro il Bologna, la corsa Champions si è riaperta completamente. In questo momento ci sono Juventus, Roma e Milan a giocarsi due posti. Più dietro c’è il Como, che però resta leggermente attardato nonostante abbia un buon calendario. Le ultime giornate sono sempre complicate perché tutte le squadre giocano alla morte e danno senso al campionato fino alla fine. Sulla carta il calendario della Juventus sembra il più difficile, ma stiamo parlando sempre della Juventus, una squadra che può vincere contro chiunque. La Roma arriva da un momento di grande entusiasmo e continuità, mentre il Milan resta una squadra con qualità importanti. Credo che già dalla prossima giornata capiremo molto di più". 

Direttore, durante il panel organizzato dalla Lega Serie A è intervenuto Fabio Paratici, che ha parlato della crisi del calcio italiano e della necessità di ripensare il percorso per i giovani. Secondo lei quale dovrebbe essere questo percorso?

“Lo dico da oltre vent’anni: bisogna cambiare le normative. Oggi nei settori giovanili ci sono squadre composte quasi interamente da stranieri e questo penalizza i ragazzi italiani. Inoltre i giovani hanno molte più alternative rispetto al passato: altri sport, altri interessi, altri stimoli. Per questo servono regole precise. Io introdurrei l’obbligo di avere almeno sei italiani in campo nei settori giovanili e almeno cinque Under 20 cresciuti nel vivaio nella rosa delle prime squadre. Solo così possiamo creare davvero i presupposti per far crescere nuovi talenti. Ma serve anche un altro aspetto fondamentale: istruttori preparati e ben pagati. Non si può affidare la crescita tecnica dei ragazzi a persone non all’altezza. I giovani devono essere coinvolti, motivati e messi al centro del progetto, altrimenti finiscono inevitabilmente per scegliere altre strade". 

Dal Napoli potrebbero partire diversi calciatori per ringiovanire la rosa e alleggerire leggermente il monte ingaggi. Se dovesse scegliere il male minore tra lasciar partire Frank Anguissa oppure Stanislav Lobotka, chi sceglierebbe?

“Io, sinceramente, non farei partire nessuno dei due. Stiamo parlando di due calciatori fondamentali. Anguissa, nonostante qualche problema fisico, resta un giocatore importantissimo, mentre Lobotka è il cervello del centrocampo. Una squadra che deve competere per campionato, Champions League e Coppa Italia ha bisogno di almeno quindici-sedici titolari veri. Oggi le grandi squadre devono avere una rosa ampia e competitiva. Certo, poi ci sono anche giovani e giocatori pronti a subentrare, ma meno di sedici titolari di alto livello non ti permettono di puntare a grandi obiettivi". 

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07/05/2026 - 12:36

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Ceravolo, ex direttore sportivo di Napoli e Roma. Di seguito, un estratto dell’intervista.

In virtù della prossima stagione, cosa dovrebbe fare il Napoli sul mercato?

“Il Napoli ha già fatto un ottimo lavoro costruendo una rosa con almeno due giocatori per ruolo. Poi, però, ci sono stati tantissimi infortuni: sinceramente non ricordo una stagione con così tanti problemi fisici. Nonostante questo, il Napoli è secondo e Antonio Conte ha fatto un lavoro straordinario. In una situazione del genere tante squadre sarebbero sprofondate, invece lui è riuscito a tenere tutti sul pezzo e la squadra ha mantenuto continuità e competitività. La qualificazione in Champions League porterà introiti importanti e permetterà alla società di creare i presupposti per ulteriori investimenti sul mercato". 

Si parla molto del futuro della panchina del Napoli, perché Antonio Conte continua a restare piuttosto criptico. Secondo le notizie, le sensazioni e le informazioni che ha, il mister resterà a Napoli anche nella prossima stagione?

“Conosco bene il Napoli e conosco Antonio Conte. Antonio è uno dei migliori allenatori al mondo e vuole vincere sempre. Non è uno che vuole apparire: vuole competere e vincere. Se ci saranno i presupposti giusti, credo che possa continuare serenamente. Penso che, una volta ottenuta la certezza matematica della Champions League, ci sarà un confronto con il presidente De Laurentiis e da lì si capirà meglio il futuro. Sicuramente Conte avrà individuato anche alcuni settori della squadra da migliorare ulteriormente, nonostante l’organico sia già importante". 

Lei ha diretto sia la Roma sia la Juventus, entrambe coinvolte nella lotta per il quarto posto. Alla fine chi la spunterà?

“Dopo il pareggio della Juventus contro il Bologna, la corsa Champions si è riaperta completamente. In questo momento ci sono Juventus, Roma e Milan a giocarsi due posti. Più dietro c’è il Como, che però resta leggermente attardato nonostante abbia un buon calendario. Le ultime giornate sono sempre complicate perché tutte le squadre giocano alla morte e danno senso al campionato fino alla fine. Sulla carta il calendario della Juventus sembra il più difficile, ma stiamo parlando sempre della Juventus, una squadra che può vincere contro chiunque. La Roma arriva da un momento di grande entusiasmo e continuità, mentre il Milan resta una squadra con qualità importanti. Credo che già dalla prossima giornata capiremo molto di più". 

Direttore, durante il panel organizzato dalla Lega Serie A è intervenuto Fabio Paratici, che ha parlato della crisi del calcio italiano e della necessità di ripensare il percorso per i giovani. Secondo lei quale dovrebbe essere questo percorso?

“Lo dico da oltre vent’anni: bisogna cambiare le normative. Oggi nei settori giovanili ci sono squadre composte quasi interamente da stranieri e questo penalizza i ragazzi italiani. Inoltre i giovani hanno molte più alternative rispetto al passato: altri sport, altri interessi, altri stimoli. Per questo servono regole precise. Io introdurrei l’obbligo di avere almeno sei italiani in campo nei settori giovanili e almeno cinque Under 20 cresciuti nel vivaio nella rosa delle prime squadre. Solo così possiamo creare davvero i presupposti per far crescere nuovi talenti. Ma serve anche un altro aspetto fondamentale: istruttori preparati e ben pagati. Non si può affidare la crescita tecnica dei ragazzi a persone non all’altezza. I giovani devono essere coinvolti, motivati e messi al centro del progetto, altrimenti finiscono inevitabilmente per scegliere altre strade". 

Dal Napoli potrebbero partire diversi calciatori per ringiovanire la rosa e alleggerire leggermente il monte ingaggi. Se dovesse scegliere il male minore tra lasciar partire Frank Anguissa oppure Stanislav Lobotka, chi sceglierebbe?

“Io, sinceramente, non farei partire nessuno dei due. Stiamo parlando di due calciatori fondamentali. Anguissa, nonostante qualche problema fisico, resta un giocatore importantissimo, mentre Lobotka è il cervello del centrocampo. Una squadra che deve competere per campionato, Champions League e Coppa Italia ha bisogno di almeno quindici-sedici titolari veri. Oggi le grandi squadre devono avere una rosa ampia e competitiva. Certo, poi ci sono anche giovani e giocatori pronti a subentrare, ma meno di sedici titolari di alto livello non ti permettono di puntare a grandi obiettivi".