Cultura & Gossip
A CASTELLABATE - Vittorio Sgarbi visita le mostre "Theatrum Mundi"
23.09.2026 17:21 di Napoli Magazine
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Di nuovo tra le sale espositive del Castello dell’Abate, il critico d’arte è tornato a Castellabate, nel Cilento, dopo l’assenza del 2025. In occasione della premiazione del regista Matteo Garrone, unico designato per il Premio Pio Alferano 2026, Sgarbi di nuovo protagonista nella sua Castellabate, dopo la Cerimonia del 19 settembre al Belvedere San Costabile nella quale si è riunito un vero e proprio cenacolo culturale, ha visitato anche la rassegna espositiva da lui ideata e voluta.

Un ritorno particolarmente atteso, che ha riportato Sgarbi nei luoghi a cui è legato da molti anni e dove, insieme alla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, ha contribuito a costruire un lungo percorso dedicato all’arte e alla cultura.

È stato lo stesso Sgarbi a motivare l’assegnazione del Premio a Garrone, definendolo «un Caravaggio moderno» e riconoscendo nella sua formazione pittorica e nel suo cinema una capacità particolare di osservare e interpretare la realtà, avvicinandolo alla grande tradizione figurativa italiana ed europea.

Sgarbi, accompagnato dal presidente della Fondazione, Santino Carta, si è soffermato a lungo tra le mostre di THEATRUM MUNDI, attraversando le sale e i percorsi espositivi creati con le opere degli artisti della rassegna, Antonella Cappuccio, con la mostra Apparizioni; Marco Ottieri con la mostra Architetture dell’immaginario; Luciano Cardeña con la mostra Mirabilia e Livio Scarpella con la mostra Metamorfosi del classico, ha omaggiato i protagonisti della rassegna per tutte le opere in esposizione con parole di elogio.

Per la Fondazione, questa visita ha assunto un significato che va oltre l’appuntamento espositivo. Il rapporto tra Vittorio Sgarbi, la Fondazione e Castellabate si è infatti consolidato negli anni attraverso il Premio Pio Alferano, le mostre e numerose iniziative culturali che hanno inserito il Castello dell’Abate e la sua città nel più ampio panorama nazionale per le iniziative d’arte antica, moderna e contemporanea.

A questa visita il presidente Santino Carta ha voluto dedicare un pensiero personale, dal titolo “Vittorio, una storia costruita insieme”.

Il ritorno di Vittorio tra le sale del Castello dell’Abate mentre si soffermava davanti alle opere, guardandole, osservandole con il suo occhio critico, commentando mentre emergevano in lui quella curiosità e quella passione che da sempre lo accompagnano, per la Fondazione ha un grande valore culturale, ma non di meno affettivo.

“Caro Vittorio, se oggi guardiamo ciò che la Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito è diventata, sappiamo bene quanto di questo cammino porti la tua impronta.

In questi anni abbiamo imparato da te a guardare l’arte con occhi diversi, a riconoscere la bellezza anche dove gli altri passano distratti, a credere nella forza della cultura e nella capacità dell’arte di trasformare un luogo, di restituirgli un’anima, di farlo conoscere e amare.

Ti abbiamo seguito, qualche volta rincorso, molte volte ascoltato. Abbiamo condiviso idee, progetti, intuizioni, entusiasmi e anche momenti difficili. Ti siamo stati vicini e continuiamo ad esserlo con lo stesso affetto, con la stessa amicizia e con una gratitudine che il tempo non ha fatto che accrescere.

Molto di quello che oggi sappiamo fare lo abbiamo imparato anche camminando accanto a te.

Hai creduto in questa Fondazione, nel Castello dell’Abate, in Castellabate e nelle possibilità di un progetto culturale che, anno dopo anno, è cresciuto. Hai portato qui artisti, opere, idee, incontri e soprattutto una visione. Ci hai insegnato che la cultura non deve semplicemente occupare uno spazio: deve lasciarvi un segno.

E quel segno oggi è davanti ai nostri occhi.

Per questo vederti nuovamente in queste sale, tra le opere di THEATRUM MUNDI, ha per noi un valore speciale. È come ritrovare, dentro ogni stanza, un pezzo della strada percorsa insieme.

A nome mio e della Fondazione voglio dirti semplicemente grazie, Vittorio.

Grazie per quello che ci hai insegnato, per quello che hai immaginato insieme a noi, per la fiducia che ci hai dato e per tutto ciò che ancora continueremo a costruire.

Sono certo che, guardando oggi il loro Castello così vivo, pieno di arte, di persone e di bellezza, il Generale Pio Alferano e Virginia Ippolito sarebbero orgogliosi di ciò che è stato realizzato nel loro nome.

E mi piace pensare che, da lassù, guardando Vittorio camminare ancora una volta tra queste sale, stiano sorridendo anche loro”.

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A CASTELLABATE - Vittorio Sgarbi visita le mostre "Theatrum Mundi"

di Napoli Magazine

23/09/2026 - 17:21

Di nuovo tra le sale espositive del Castello dell’Abate, il critico d’arte è tornato a Castellabate, nel Cilento, dopo l’assenza del 2025. In occasione della premiazione del regista Matteo Garrone, unico designato per il Premio Pio Alferano 2026, Sgarbi di nuovo protagonista nella sua Castellabate, dopo la Cerimonia del 19 settembre al Belvedere San Costabile nella quale si è riunito un vero e proprio cenacolo culturale, ha visitato anche la rassegna espositiva da lui ideata e voluta.

Un ritorno particolarmente atteso, che ha riportato Sgarbi nei luoghi a cui è legato da molti anni e dove, insieme alla Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito, ha contribuito a costruire un lungo percorso dedicato all’arte e alla cultura.

È stato lo stesso Sgarbi a motivare l’assegnazione del Premio a Garrone, definendolo «un Caravaggio moderno» e riconoscendo nella sua formazione pittorica e nel suo cinema una capacità particolare di osservare e interpretare la realtà, avvicinandolo alla grande tradizione figurativa italiana ed europea.

Sgarbi, accompagnato dal presidente della Fondazione, Santino Carta, si è soffermato a lungo tra le mostre di THEATRUM MUNDI, attraversando le sale e i percorsi espositivi creati con le opere degli artisti della rassegna, Antonella Cappuccio, con la mostra Apparizioni; Marco Ottieri con la mostra Architetture dell’immaginario; Luciano Cardeña con la mostra Mirabilia e Livio Scarpella con la mostra Metamorfosi del classico, ha omaggiato i protagonisti della rassegna per tutte le opere in esposizione con parole di elogio.

Per la Fondazione, questa visita ha assunto un significato che va oltre l’appuntamento espositivo. Il rapporto tra Vittorio Sgarbi, la Fondazione e Castellabate si è infatti consolidato negli anni attraverso il Premio Pio Alferano, le mostre e numerose iniziative culturali che hanno inserito il Castello dell’Abate e la sua città nel più ampio panorama nazionale per le iniziative d’arte antica, moderna e contemporanea.

A questa visita il presidente Santino Carta ha voluto dedicare un pensiero personale, dal titolo “Vittorio, una storia costruita insieme”.

Il ritorno di Vittorio tra le sale del Castello dell’Abate mentre si soffermava davanti alle opere, guardandole, osservandole con il suo occhio critico, commentando mentre emergevano in lui quella curiosità e quella passione che da sempre lo accompagnano, per la Fondazione ha un grande valore culturale, ma non di meno affettivo.

“Caro Vittorio, se oggi guardiamo ciò che la Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito è diventata, sappiamo bene quanto di questo cammino porti la tua impronta.

In questi anni abbiamo imparato da te a guardare l’arte con occhi diversi, a riconoscere la bellezza anche dove gli altri passano distratti, a credere nella forza della cultura e nella capacità dell’arte di trasformare un luogo, di restituirgli un’anima, di farlo conoscere e amare.

Ti abbiamo seguito, qualche volta rincorso, molte volte ascoltato. Abbiamo condiviso idee, progetti, intuizioni, entusiasmi e anche momenti difficili. Ti siamo stati vicini e continuiamo ad esserlo con lo stesso affetto, con la stessa amicizia e con una gratitudine che il tempo non ha fatto che accrescere.

Molto di quello che oggi sappiamo fare lo abbiamo imparato anche camminando accanto a te.

Hai creduto in questa Fondazione, nel Castello dell’Abate, in Castellabate e nelle possibilità di un progetto culturale che, anno dopo anno, è cresciuto. Hai portato qui artisti, opere, idee, incontri e soprattutto una visione. Ci hai insegnato che la cultura non deve semplicemente occupare uno spazio: deve lasciarvi un segno.

E quel segno oggi è davanti ai nostri occhi.

Per questo vederti nuovamente in queste sale, tra le opere di THEATRUM MUNDI, ha per noi un valore speciale. È come ritrovare, dentro ogni stanza, un pezzo della strada percorsa insieme.

A nome mio e della Fondazione voglio dirti semplicemente grazie, Vittorio.

Grazie per quello che ci hai insegnato, per quello che hai immaginato insieme a noi, per la fiducia che ci hai dato e per tutto ciò che ancora continueremo a costruire.

Sono certo che, guardando oggi il loro Castello così vivo, pieno di arte, di persone e di bellezza, il Generale Pio Alferano e Virginia Ippolito sarebbero orgogliosi di ciò che è stato realizzato nel loro nome.

E mi piace pensare che, da lassù, guardando Vittorio camminare ancora una volta tra queste sale, stiano sorridendo anche loro”.