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LA TESTA NEL PALLONE
LA TESTA NEL PALLONE - Liguoro scrive su "NM": "Ciuccio, m'affido a te! No uno adda essere ma tre!"
16.11.2017 10:52 di Napoli Magazine

NAPOLI - Una vecchia foto, emersa da un cassetto in disuso, anni '50, ha ridato presenza ai calciatori del Napoli di anni passati, quando gli azzurri giocavano nello stadio del Vomero. Una atmosfera che poi si esaurì con il ''via'' allo stadio di Fuorigrotta , più moderno e capace di ospitare un numero ben superiore di spettatori. Nel campo vomerese restano i ricordi di tante annate con i loro protagonisti, che giocavano in una atmosfera particolare, segnata dalla vicinanza strutturale tra campo e spalti. La foto mostra un gruppo di azzurri, tra cui Amadei, gran ''padrone'' del gioco corale; Gramaglia, difensore e propulsore; Astorri, ala pronta alle ''fughe''; Viney, attento marcatore degli attaccanti avversari; Casari, portiere pronto e coraggioso. Granata, attento centrocampista; Remondini, ''sveglio'' centrocampista. E tutti gli altri, guidati da Eraldo Monzeglio. Una squadra ancora lontata dalla lotta per lo scudetto, reduce da una esperienza in serie B, e con il quarto posto come bersaglio desiderato. Ma non mancava, anzi era prorompente, la spinta della tifoseria che riempiva lo stadio vomerese dalle curve alla tribuna. Sugli spalti non mancava mai un nunero cospicuo di spettatori e l'incitamento era forte e continuo. Ma la presenza dei tifosi non si limitava agli spalti. Finestre e balconi dei molti palazzi intorno alla stadio erano sempre strapiene di gente, realizzando una visione singolare. Intanto, presso le entrate dei ''distinti'' si formava una folta presenza di ragazzi di varie età. Seguivano la partita ascoltando e decifrando le urla, gli applausi o i fischi che arrivavano dal campo da gioco. Quando poi mancava poco al novantesimo minuto, le porte venivano aperte. E la fiumana di ragazzi entrava di corsa per seguire gli ultimi spazi di gioco. Fuori, al loro posto, avanzavano le ''bancarelle'' di venditori di ogni genere. La fiumana dei tifosi puntava poi verso i luoghi di fermata dei ''bus'' o verso le stazioni delle funicolari. Su tutti i volti, musi lunghi in caso di chiusura non positiva della partita: o volti ridenti e allegri se il Napoli aveva vinto. I venditori di cappellini anti-sole si allontanavano, già pensando alla futura partita. Sulle visiere spesso era stampato un motto: ''Ciuccio, m'affido a te! No uno adda essere ma tre!''.

 

 

Mimmo Liguoro
 
 
Napoli Magazine
 
 
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