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G-FACTOR
G-FACTOR - Lucariello su "NM": "Napoli, occhio alle sostituzioni volanti"
05.12.2020 13:12 di Napoli Magazine

NAPOLI - Azz!, e correvano eccome gli olandesi, azz l’imprecazione che scorre alla napoletana per la rabbia incontenibile: giocavano col sangue agli occhi, per dirla alla Gattuso, che come tutta la Torcida azzurra avrà ancora l’amaro in bocca per il pareggio conseguito giovedì nella quinta partita del gruppo F dell’Europa League. L’atmosfera era ben diversa prima della partita, erroneamente considerata come il match che avrebbe proiettato il Napoli nell’ormai prossimo turno europeo con una giornata d’anticipo. E’ invece successo che come in tante altre circostanze gli azzurri hanno frenato, rallentando visibilmente la marcia adesso avviata verso l’ultimo scontro, quello decisivo con la Real Sociedad in programma giovedì prossimo al Tempio Diego Maradona. E’ vero, chi puntava sul team di Gattuso ad occhi chiusi, si è sentito tradito e all’indomani del pari olandese si porta dentro un risentito malumore. Tanto per chiarire Ringhio ha addirittura sostenuto che al Napoli gli è andata bene e che poteva anche capitare di uscire dal match con una sconfitta. Ed ha ragione, giacchè i giovani Tulipani hanno mostrato carattere e qualità tecniche che pensavamo inaspettate e che non sono da tutti, creando problematiche non indifferenti agli azzurri che l’hanno scampata bella, stavolta con un pari rispetto alla sconfitta dell’andata. Ma la squadra ha retto, grazie pure ad un superOspina e ad una difesa che se l’è cavata, tutto sommato, pur con un centrocampo dove invece si è ballato parecchio e che ha fatto ballare e traballare tutta la squadra. Nonostante ciò dall’Olanda gli azzurri potevano tornare in trionfo, cosa che non è successo per l’annoso problema che con la Roma sembrava risolto, quello del gol, o meglio della capacità o meno di giustiziare gli avversari e di mettere la parola fine al match: per la cronaca due le clamorose occasioni gol mancate nell’ultima fase dell’infuocata partita con l’Az da Petagna e poi da Lozano. Avrebbero dato un risvolto straordinario ed evitato l’arrabbiatura che nel dopopartita Ringhio aveva disegnata sul viso e che il timoniere ha inutilmente cercato di nascondere. Ma c’è un altro aspetto da valutare prima del match di Crotone che assolutamente per gli azzurri è da considerare come la finale di Champions, per evitare qualsiasi tipo di sorpresa nella predisposizione della partita e nello studio dell’avversario. Si parla delle sostituzioni volanti a cui si ricorre per ridare forze e nuove capacità alla squadra ma che non sempre appaiono come il rimedio più adeguato ed efficace. Ed è quanto è venuto fuori dal match olandese. D’altronde Gattuso – e va detto – persegue progettualmente sempre il migliore schieramento possibile, attraverso sostituzioni attuate in corsa per potenziare le capacità e il volto della squadra ma che talvolta non offrono le garanzie e le soluzioni cercate, dando vita invece ad una nuova “giostra volante”, tipo quella attuata da Ancelotti che confuse terribilmente la testa e le idee agli azzurri con effetti devastanti. E davvero non è proprio il caso di riproporla.

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

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