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SHOW TIME - Gino Rivieccio: "Il futuro è nell'elettrico? No, è nel Napoli!"
28.10.2022 23:55 di Napoli Magazine

NAPOLI - Sento da più parti dire: “A Liverpool si può anche perdere con tre gol di scarto perché poi per i gol realizzati saremmo lo stesso primi nel girone“. Oppure: “Anche un pareggio va bene e così finirà“. Personalmente dopo aver visto questa squadra giocare, credo che ad Anfield gli azzurri andranno per fare bottino pieno. Non rientra nella loro mentalità affrontare gli avversari per portare il punticino a casa o limitare i danni. L'impressionante forza, a tratti devastante, mette alle corde chiunque e non esagero se dico che in questo momento storico il Napoli non solo può permettersi di lasciare in panchina gente che altrove giocherebbe titolare per tutti i 90 minuti, ma che può vedersela alla pari con City e Bayern. Per questo motivo non mi preoccupa più di tanto il sorteggio che lunedi 7 stabilirà gli accoppiamenti per gli ottavi. Credo che accanto alla promozione per la nuova Nissan Qashqai e-Power elettrificata, andrebbe presentata al mondo il nuovo Napoli elettriFICCATO, perché si ficca dappertutto: primo in campionato e primo nel girone Champions davanti ai Reds. Spettacolare, elegante, a trazione anteriore che si ricarica da solo con le propulsioni di Lobotka e lo spinotto nel fianco di Kvaratskhelia, presentato questa estate al salone di Dimaro e poi di Castel di Sangro, aveva fatto storcere il muso a parecchi soloni per la poca affidabilità e soprattutto per la preoccupante tenuta di strada. Lo stesso Spalletti, il suo designer, faceva intendere che la vettura calcistica non avrebbe potuto competere con le Maserati milanesi e le Lamborghini torinesi. E invece già da Verona, il pomeriggio di ferragosto, il Napoli si presentava come una una macchina diversa, un fuoristrada che macina chilometri e lascia sull’erba avversari stupiti e critici ammutoliti. Bello a vedersi, con tutti i confort e gli optional di lusso in panchina, si presenta come un’utilitaria preziosa ma in realtà ha la robustezza di un Suv e la velocità di una Koenigsegg Jesko Absolut, con paraurti posteriori indeformabili di fabbricazione coreana e norvegese e esterni bassi sulle fasce a dir poco indistruttibili. Il centrocampo poi è quanto di meglio si possa chiedere su strada: dinamico, molleggiato e ben assortito, cambia passo a seconda del tipo di ostacolo che si trova davanti. L’attacco poi è la parte più devastante di questo modello costato molto ma non moltissimo, di fabbricazione De Laurentiis ma col marchio Giuntoli. Una macchina che vi stupirà. A cominciare da martedi sera, quando nella bolgia di Anfield anche gli inglesi capiranno che quest’anno si viaggia col Napoli e non con il Jaguar.

 

 

Gino Rivieccio

 

Napoli Magazine
 

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