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SHOW TIME - Gino Rivieccio su "NM": "Napoli, cosa vuoi fare da grande?"
18.03.2021 19:19 di Napoli Magazine

NAPOLI - Come sempre in questa fase dell’anno le voci di mercato si susseguono tra smentite, sospetti, origliamenti, soffiate e investigazioni di quarta fascia ad opera di Sherlock Holmes improvvisati che pensano di avere sempre lo scoop a portata di mano. C’è chi ipotizza l’arrivo di Veretout, chi del centrocampista Hakimi, chi del terzino sinistro del Groningen Gudmundsson e chi addirittura a una rimpatriata di Marek Hamsik. Addirittura qualcuno pensa a un ritorno di Milik e qualche altro persino a quello di Higuain, come se non bastassero le voci di un ritorno di Sarri al posto di Gattuso. Non mi stupirei se domattina un noto blog azzurro titolasse: “Giuntoli pensa a Vavassori al posto di Maksimovic. Le trattative sono a buon punto“. Insomma veri e propri cavalli di ritorno che farebbero la gioia di tanti tifosi che vivono di nostalgia per i bei tempi che furono. Scommetto che a qualche altro verrebbe voglia di riprendersi Careca e Giordano pur di assecondare i suoi rimpianti. ”Il passato ha sempre il culo più roseo“ diceva il grande Enzo Biagi e allora è chiaro che quando si guarda indietro, forse anche per un gioco di prospettive e di luce, le immagini ci sembrano più romantiche. D’altra parte crogiolarsi nel proprio passato rientra nell’indole di una parte della città che spesso rifiuta il nuovo, il moderno, per aggrapparsi alla storia, al fascino del sampietrino. Il discorso naturalmente non vale solo per lo sport ma anche per tutti gli altri campi. Provare sentimenti di rimpianto per Sarri e il suo gioco, è un esercizio sterile che francamente non solo non condivido ma non porta a nessun risultato, ma anzi danneggia Insigne e compagni. Sarri ha avuto il merito di valorizzare atleti come Hysaj ed esaltare quelli come Jorginho ma probabilmente oggi avrebbe fatto fatica a far adottare il suo modulo a gente come Bakayoko e Fabian Ruiz. Rimpiangere i gol di Higuain o le acrobazie del Mertens degli scorsi anni, ripensare a Ghoulam dei primi tempi, serve solo a inacidire il sangue e a irrancidire il rapporto con la rosa attuale, una rosa che non sarà il Psg o il Real Madrid ma che comunque si trova in zona Champions con una partita ancora da recuperare. Piuttosto che voltarsi indietro qualcuno farebbe bene a proiettarsi verso il domani chiarendo ruoli ed assetti e facendo capire cosa si vuole fare da grandi. Perché il Napoli degli ultimi dieci anni è cresciuto tanto ed ora deve decidere cosa fare del suo futuro, come attrezzarsi e cosa dire alla tifoseria che, ricordiamolo, oramai dal 2011 si è abituata a viaggiare in prima classe sull’alta velocità, ad alloggiare negli hotel a 5 stelle e difficilmente riuscirebbe ad abituarsi a sedere su uno strapuntino, a prendere posto su un interregionale o a sopravvivere in una pensioncina di infima categoria.

 

 

Gino Rivieccio

 

Napoli Magazine
 

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