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SHOW TIME - Gino Rivieccio su "NM": "Napoli, occhio alla giacchetta nera!"
13.01.2022 16:25 di Napoli Magazine

NAPOLI - Tra positivi, calciatori in isolamento, quelli che hanno frequentato un positivo, i falsi negativi, le ordinanze regionali e le disposizioni delle Asl territoriali impugnate dalle società di calcio, ormai il quadro generale si tinge di colori tra la rassegnazione e la disperazione. Chi chiede la chiusura degli stadi, chi l’arresto del campionato, chi quello di Berlusconi pur di non farlo candidare al Quirinale e chi addirittura invoca la mascherina FFP2 non solo per i cittadini e i calciatori, ma anche per Zorro alle prese con le ultime scene del nuovo film. Oramai il caos abita qui e il calcio non si sottrae a questa incognita pandemica. Spalletti recentemente guarito in tempo record, anche stasera al Maradona contro i viola avrà gli uomini contati. Al punto che sta pensando di schierare Pregliasco sulla destra, il Prof. Galli a centrocampo in coppia col generale Figliuolo, il prof. Locatelli come magazziniere in sostituzione di Starace e il virologo Bassetti al posto di Lozano appena negativizzatosi. Mi meraviglia ancora leggere che la partita sarà arbitrata dal famoso Ayroldi di Molfetta e non dal ministro Speranza, molto più a suo agio tra virus ed epidemiologi. Ma c’è un virus ancora più pericoloso dell’Omicron che ormai da anni si diffonde a tutte le latitudini: quello della stupidità che resta barricata dietro le imposte. La stoltezza anche nel calcio dilaga con dati allarmanti e non c’è bisogno di scomodare l’Oms per convincersi che anche in questo caso si tratta di pandemia. E gli stadi spesso sono una provetta per rilevare i campioni di stupidità che si annidano tra le persone civili. Non a caso quello che è successo a Torino la scorsa settimana con cori razzisti ai danni del bianconero Kean è la riprova che fin quando non si prenderanno seri provvedimenti in materia, ci sarà sempre qualche Solone che dirà che si trattava solo di quattro imbecilli, questa volta però purtroppo di casa nostra. E a maggior ragione non faremo sconti, proprio perché troppe volte siamo stati oggetto di insulti razzisti negli stadi del nord, da vittime non possiamo insinuare il dubbio di essere diventati carnefici, per cui stavolta dobbiamo sfoderare senza sconti le armi dell’indignazione e del disprezzo. Arriva la Coppa Italia con una Fiorentina imprevedibile e con quel Vlahovic che personalmente mette più paura dell’Omicron. Se proprio stasera dobbiamo temere qualcosa, è la giacchetta nera di Molfetta che contro il Verona fece strabuzzare gli occhi persino ai migliori specialisti di oculistica per quello che non vide ai danni di Osimhen. Una variante questa dell’arbitro, che mi auguro si sia declassata a semplice svista nella giornata storta di due mesi fa. Per il resto attendiamo conferme, consapevoli che siamo rimaneggiati, che in Coppa Italia o ci credi o rischi figuracce ma che una squadra di vertice gioca tutte le partite sempre con la stessa concentrazione. E questo Spalletti lo sa bene. Ecco perché stasera, reduce dalla convalescenza, per rimettersi in sesto ha chiesto ai suoi una Fiorentina al sangue…

 

 

Gino Rivieccio

 

Napoli Magazine
 

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