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L'APPUNTO
L'APPUNTO - Nunzia Marciano su "NM": "Napoli, gioia a metà: addio amaro al nostro Capitano"
03.02.2019 16:58 di Napoli Magazine

NAPOLI - Chi di tre a zero ferisce, di tre a zero perisce. Ed è così che finisce Napoli-Samp in un semivuoto Stadio San Paolo. Segna Milik, si sblocca Lorenzo, fanno assist Josè e capitan Hamsik, manca il record quell’ex odiato e poi capito e accolto. Il Napoli si toglie qualche pietra dalle scarpette, dimostrando di essere tutt’altro che finito, nella notte in cui la Juve pareggia contro il Parma è da sola accorcia la distanza di chi segue. Il Napoli, appunto. Nessuna crisi, non si molla: il Napoli è da casa sua che risponde alle critiche di chi lo aveva già dato per spacciato dopo le brutte prestazioni di Milano, costate due punti persi nella corsa campionato e l’uscita dalla Coppa Italia. Ma gli azzurri restano ben presenti a se stessi e ben presenti nonostante il grande assente sia il pubblico. Si vince comunque, anche se è una gioia solo a metà... Finisce una partita, infatti, finiscono i minuti di gioco e intanto, quasi in sordina, finisce un’era: quella del Capitano. Chiariamo: Marek Hamsik che dice addio al Napoli è come l’ex che ti lascia ma tu non piangi, anche se soffri, perché sai che ha fatto tutto ciò che poteva fare, sai che ti ha già portato a vedere la Luna pur restando con i piedi sulla Terra. E allora va bene così. Ma è pur sempre un addio, è pur sempre una barca che ammaina la sua vela per cambiare rotta e giungere in un porto lontano. È un capitano che dopo dodici anni dice addio a Napoli e al Napoli. Acclamato, adorato, idolatrato, applaudito eppure qualche volta contestato, Hamsik è stato uno di quei calciomercato davvero degno di questo nome, con la sua compostezza e la sua serietà, impagabili in un mondo come quello del calcio fatto di prepotenza e vergognose vittorie. Marek dice addio al Napoli e a Napoli e squadra e città ben comprendono, ringraziano e salutano. Se Napoli avesse saputo che era l’ultima volta del suo idolo al San Paolo, di sicuro sarebbe accorsa numerosa, è certo. Ma non lo sapeva. E così in pochi hanno dato il loro addio ad un grande capitano, tutti gli altri lo hanno salutato da un po’ più lontano ma con lo stesso composto dolore nel cuore. L’unico rammarico è che avrebbe meritato di alzare quel trofeo, di vincere il Campionato e di riportare, lui, lo Scudetto a Napoli. Peccato. Ma tant’è. In bocca al lupo, capitano. Anzi: sei tu il grande lupo che ha saputo guidare la sua squadra, i suoi compagni e la sua città nelle più belle vittorie. Onore a te, o nostro capitano.

 

 

Nunzia Marciano
 
 
Napoli Magazine
 
 
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