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L'APPUNTO
L'APPUNTO - N. Marciano su "NM": "Napoli, in una calza di leccornie, spunta anche il carbone…"
07.01.2022 18:04 di Napoli Magazine

NAPOLI - Ahahahahahahahahahahahahahahahahah. Sì, onomatopeicamente parlando, è una grossa risata quella che questo Napoli può permettersi agli occhi di avversari, detrattori, iettatori e chi più ne ha più ne metta. È chiaro che, Var e rigore dubbio a parte, la risata sarebbe potuta essere addirittura più grassa ma ci sta, vista la classifica, il punteggio, la squadra decimata e il terreno tutt’altro che semplice. Nella sera dell’Epifania, a Torino, Juve-Napoli finisce 1-1, gol di Mertens, pareggio di Chiesa e le polemiche di una gara giocata a tre con l’Asl, si spengono sul campo da gioco. Un bel punto e una bella soddisfazione per gli azzurri, che di positivo oltre ai tamponi, riescono ironicamente a tenere anche la mentalità, quella giusta che fa scudo da firme e addii dei giorni appena trascorsi e pensa al qui ed ora. Certo, nella prima del 2022 un punto conta, portando il Napoli terzo dopo le quest’anno fortissime milanesi e soprattutto a ben più cinque dalla recente avversaria sconfitta, che fa i conti con un gioco, io proprio, disorganizzato che poco produce. Nella notte della calza, di dolce c’è la soddisfazione di un bel gioco azzurro, ma proprio come nella più classica delle tradizioni, non manca in quella stessa calza di leccornie, pure il carbone, la cui quantità varia in base alla dose di bontà o cattiveria. In questo caso (quello Insigne) che aleggia sulla partita, è difficile stabilire chi sia il cattivo della situazione, che varia a seconda dei punti di vista. Certo, la dignità di un professionista campione d’Europa va riconosciuta e anche pagata, perlomeno non svalutata. A prescindere. Soprattutto se si parla del capitano figlio del Vesuvio, sempre troppo bersaglio facile contro cui puntare un dito incapace di guardare alla luna. Lorenzo ha dato tanto al Napoli, non si è risparmiato ma non sempre ha ricevuto lo stesso trattamento. Anzi. Ora, che tempi e forse modi, potessero essere diversi, qualcuno è libero di pensarlo ma non cambia la sostanza di un uomo che ha lottato per la maglia. Sempre. E che adesso ha deciso di pensare a se stesso e al suo futuro come qualunque professionista fa, ogni giorno. Perché, al di là dei soldi, la dignità è un’altra cosa e non va calpestata, anche con una scelta presa, forse, in sofferenza. Perché se lasciare Napoli è di certo una sofferenza, per chi non è di Napoli, s’immagini per chi lo è, ed è stato il sogno realizzato di una città che forse non lo ha, però, di contro, mai realmente capito. Lorenzo avrà dalla sua prestato il fianco alle critiche e ora dovrà pagare il pegno delle partite che verranno (da qui alla partenza a fine stagione), che saranno la cartina di tornasole di ciò di cui è capace una tifoseria, ovvero, inevitabilmente, di ripuntare ancora più forte quel dito. Senza saper guardare mai, dicevamo, alla Luna, laddove non sempre è stata capace di guardare oltre il proprio vicinissimo naso. Ma tant’è.

 

 

Nunzia Marciano
 
 
Napoli Magazine
 
 
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