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L'APPUNTO
L'APPUNTO - Nunzia Marciano su "NM": "Napoli, servirebbe un miracolo da 100 punti..."
19.04.2022 23:30 di Napoli Magazine

NAPOLI - Dice: “Ma allora è finito il sogno scudetto?". La risposta è semplice, molto semplice: se il Napoli dovesse vincere lo scudetto, non sarebbe un sogno che si avvera, ma un miracolo che si compie. Ecco qui. Semplicemente. Un Miracolo vero però, di quelli da 100 punti per capirci, che da 50 non basta. Che poi i Miracoli succedono, a Napoli, il miracolo di San Gennaro, per esempio, succede, eccome se succede, pure tre volte l’anno tipo. Il problema è che paradossalmente, se è vero che a Napoli succedono i Miracoli, è vero anche che proprio a Napoli, a Fuorigrotta intendiamo, al Maradona già San Paolo per essere precisi, di miracoli non se ne vedono da una vita. Chiariamo: se, tanto per voler restare in tempo Cristiano-Pasquale, all’ombra del Vesuvio si dice “Aiutati che Dio ti aiuta”, va detto che il Napoli di Napoli-Roma 1-1 con pareggio dei giallorossi al 90º, tutto ha fatto fuorché aiutarsi, roba che autoflagellarsi sarebbe stato molto meno doloroso, per chi ha giocato, almeno i primi 45 minuti, e soprattutto per chi (tanti) a Pasquetta, col bel tempo, cosa che non accadeva dal primo lockdown quando chiaramente non si poteva fare nulla e prim’ancora era accaduto probabilmente l’ultima volta in concomitanza alla resurrezione, ha rinunciato alla scampagnata dalle 3 a notte fonda per recarsi allo stadio, col casatiello ancora da digerire anche se a livello di digestione il casatiello non si digerisce mai veramente. Ma questa è un’altra storia. Dicevamo. I tifosi ci stanno e si fanno sentire, cosa che assolutamente non si può dire di chi si stava giocando lo scudetto. Anzi. Una squadra che segna prima del quarto d’ora su rigore e poi non ne incarta quasi più una, rinunziando anzitempo a Lobotka che è stato il vero regista di questa partita e rinunciando anche (non si sa perché) ad un ispirato Insigne già con la valigia pronta che però qualcosa al Napoli, a Napoli, la voleva lasciare. Una Coppa da alzare, per esempio. E invece no. La paura fa 90, per la squadra di Spalletti che proprio di diceva, dopo 90 minuti, lascia segnare la Roma che gioca bene, e pareggia meritatamente. L’amarezza è tantissima: 1 solo punto in due partite in casa per il Napoli, che se una settimana fa poteva rendere il boccone meno amaro per lo stop del Milan a Torino, in questo turno non può far altro che guardare i rossoneri allontanarsi e i nerazzurri pure, con un quadro nero anzitempo. I punti ora sono solo 15, da contendersi e l’Inter ha sempre quella famosa partita in meno… E se qualche stagione fa lo scudetto si perde dalla parti che diedero i Natali a Dante, quest’anno lo si è perso - Miracoli esclusi - dalle parti che diedero i Natali a Luciano (non quello in panchina), Pino, Totò e Massimo, senza nulla togliere al Sommo, per carità e fa ancora più male. E se per Spalletti “c’è un po’ di delusione” per Napoli, ce ne sta una valanga. E se Luciano (quello in panchina) si aspettava “qualcosa in più”, Napoli in più, si aspettava tanto: tanto coraggio, tanta voglia, tanta più tecnica e tanta più attenzione, tanta capacità nei cambi e forza nelle gambe, per esempio. Insomma, niente di questo si è visto nello stadio intitolato a D10S che poche volte in questo campionato, ha visto il Napoli uscirne campione. Tant’è. E da aggiungere resta veramente poco. Se non che i miracoli, qualche volta, pure succedono…

 

 

Nunzia Marciano
 
 
Napoli Magazine
 
 
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