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G-FACTOR
G-FACTOR - G. Lucariello su "NM": "Big Ben Gattuso ha detto stop"
08.11.2020 14:55 di Napoli Magazine

NAPOLI - Big-ben Gattuso ha detto stop. Ringhio torna a passo di corsa ad un recentissimo passato. Stop alle rivoluzioni messe in pratica attraverso il turnover e ai cambiamenti a rischio che stravolgono i connotati della squadra del cuore. Per il momento il timoniere azzurro torna al miglior Napoli possibile, quello di un momento fa, quello che non troppo tempo fa travolse l’Atalanta intossicando ben bene Gasperini, l’allenatore della Dea che venne al San Paolo per vincere e che invece se ne tornò a Bergamo carico di meraviglie: sul campo di Fuorigrotta non riuscì a trovare soluzioni adeguate per frenare quell’iradidio di Napoli. Adesso la musica cambia di nuovo, dopo Reijka. Basta dunque con esperimenti poco confortanti e che mettono pericolosamente in dubbio i risultati sul terreno di gioco. Stop ad alternanze smisurate che riportano alla mente i malsani ricordi della “giostra volante” ideata da Ancelotti che per accontentare tutti ruotando i giocatori nei nomi, nei ruoli e nelle posizioni ci rimise le penne. La sua fu un’improduttiva idea di calcio che tra l’altro scontentò tutti, calciatori in testa e che creo un inaudito scompiglio nella truppa a sua disposizione. Con Gattuso è un’altra musica, un’altra storia. Si sarà convinto anche lui – pur nell’esigenza di far ruotare gli uomini – a causa dei pressanti impegni che si susseguono – che non è possibile stravolgere la squadra per sette-undicesimi come è capitato nell’ultima nell’ultima soffertissima trasferta europea. Campionato, Europa League e Coppa Italia sono d’altra parte manifestazioni che vanno affrontate e assolte con l’attenzione massima e non è consentito lasciare nulla per strada, almeno per il momento. Ringhio d’altronde gode della disponibilità di una rosa numerosa e di qualità ma deve fare i conti con una rotazione di uomini evidentemente da non spingere all’eccesso per non provocare conseguenze ed effetti contrari. Fare la voce grossa sì, serve a scuotere fisico, mente e coscienza di chi è in campo ma c’è da trovare anche soluzioni adeguate per evitare di vedere all’opera un Napoli molliccio e stravagante che per salire in cattedra ha bisogno delle scudisciate di Ringhio. A farla breve ed a questo punto la realtà ci proietta a tambur battente a Bologna con un felice ritorno, quello di capitan Insigne, il “piccolo grande uomo” azzurro che con la sua apparizione a Fiume ha determinato un’immediata inversione di tendenza. Contro i rossoblù farà sentire la sua presenza che talvolta è servita a dare uno scossone ai suoi compagni sotto l’aspetto tecnico e morale. Sarà così anche a Bologna dove il Napoli punterà al risultato pieno. Ecco perché Gattuso riporterà in linea il Napoli che al San Paolo spedì all’inferno l’Atalanta di Gasperini. Con Insigne a tempo pieno dopo l’infortunio, torna anche Osimhen che di recente ha subito e sta subendo attacchi scellerati e critiche pesantissime, ma lasciamo perdere. Pensiamo al terreno di gioco. Tornando alla “controrivoluzione” che opererà Gattuso, viene da pensare che la nuova filosofia del pallone – “Tutti titolarissimi” – sempre e dovunque, nel concreto non sembra del tutto confacente ad una realtà ben diversa che è quella di evitare trasformazioni profonde ai connotati della squadra. Ma abbiamo comunque voglia di accompagnare in questo nuovo viaggio Gattuso che vuole tutti alla pari. Onori e applausi se ci riesce.

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

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